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Mar 25

Boulders Moeraki

Boulders Moeraki

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Boulders Moeraki

 

 

Siamo in Nuova Zelanda, una fetta dell’Oceania, così remoto ed esotico da rimanere esterrefatti. Vi parleremo dei Moeraki Boulders conosciutein Italia come Sfere Moeraki o Pietre Erranti.

Si tratta di un gruppo di sfere rocciose perfettamente tonde che punteggiano la battigia della spiaggia di Koekohe, vicino al piccolo insediamento di Moreaki, sulla costa di Otago, nell’isola sud.

Sparpagliate come biglie sul bagnasciuga, se ne contano oltre una cinquantina – tra integre e frantumate. Alcune superano i due metri di diametro e pesano oltre sette tonnellate, mentre altre arrivano a qualche decina di centimetri di dimensioni; ma in media il loro diametro si aggira intorno al metro.

Incubate dal mare, partorite dalla terra.

A prima vista i massi sembrerebbero essere stati cesellati e poi depositati dal mare, ma in realtà la loro provenienza va cercata nella direzione esattamente opposta, ovvero  presso i rilievi che si innalzano a ridosso della spiaggia.

Per milioni di anni, infatti, queste scogliere le hanno custodite dopo averle forgiate nel loro grembo. Poi gli agenti atmosferici hanno dilavato via la roccia più soffice, liberandole, e permettendo loro di rotolare sulla battigia. Si è trattato, insomma, di una sorta di parto.

Però la loro prima incubatrice è stata proprio il mare. Il processo cominciò circa 60 milioni di anni fa (nel periodo del Paleocene), quando gran parte del Nord dell’Otago era ricoperto dall’oceano.

La loro formazione iniziò quando piccole quantità di materiale cementizio (quale carbonato di calcio, biossido di silicio, solfuro di ferro o ossido di ferro) dissolte nell’acqua (che rimane intrappolata tra le particelle sedimentarie durante la deposizione dei sedimenti sul fondo oceanico) andarono ad aggregarsi intorno al materiale organico presente dentro il sedimento marino fangoso deposto sul fondo. In pratica oggetti come conchiglie, ossa e frammenti di piante, agiscono come nuclei di condensazione intorno ai quali i minerali disciolti nell’acqua cominciano gradualmente a cristallizzare. Dopo migliaia e milioni di anni si sono così formate tali gigantesche sfere che i geologi chiamano concrezioni.
Infine, circa 15 milioni di anni fa, durante il Miocene, il fondo marino si sollevò fin sopra il livello del mare, dove le forze erosive cominciarono il loro lento lavorio: la matrice rocciosa, ovvero l’ex fondale marino fangoso, venne divorata lentamente e i massi videro la luce.

 

Scritto da Sabrina Mugnos 

 

 

 

 

 

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